Ci abbiamo messo giorni a scegliere il nome perfetto.
Il nome che potesse rappresentare tutti e tre, così diversi.
Sentieri in posa è un progetto nuovo, inaspettato, e sono profondamente onorata di farne parte.
Negli ultimi anni ho percorso molti sentieri insieme ai cani.
Passeggiate vissute anche come occasione di studio, da educatrice, ma sempre con lo stesso stupore.
Le dinamiche che nascono quando il gruppo è scelto con cura, vero motore di ogni mia ricerca, le riflessioni che affiorano sui volti dei referenti umani, la commozione per gesti sussurrati dai cani, così discreti che senza qualcuno a indicarli resterebbero invisibili ai più.
Sono ore dense, ricche, necessarie.
Ore di cui non potrei fare a meno.
C’ era però un’unica ombra, in queste passeggiate: le fotografie.
Servono, è vero. Per comunicare, per raccontare, per esistere anche fuori dal sentiero.
Ma non ho mai amato le immagini costruite, le pose studiate, le inquadrature perfette. Non per noi umani, e ancor meno per loro.
E poi c’era un motivo più intimo.
Il desiderio di fermare attimi non per i social, e talvolta neppure per chi li viveva con il cane, ma per me.
Per ricordare.
Per custodire ciò che conta, quando i ricordi diventano tanti e rischiano di sovrapporsi.

Quando questo progetto ha preso forma, le parole sono state poche.
Quelle essenziali, che nascono quando ci si comprende senza spiegarsi troppo.
Parole usate solo per mirare, come sempre, a fare le cose bene.
Sapendo che la perfezione non esiste, ma pretendendo comunque il massimo, perché conosco bene chi è con me su questa barca.
Le aspettative erano alte.
E non sono state tradite.
Già alla prima uscita, intima e quasi segreta, riservata a un’élite di sensibilità, con un cane straordinario.
Un cane che porta una corazza lucente, dietro cui si nasconde un mondo intero.
E che, se solo comprendesse di potersene spogliare, scoprirebbe di brillare ancor di più.
I cani, come sempre, non mi hanno delusa.
Anzi, mi hanno insegnato ancora.
Ma ciò che mi ha colpita profondamente è stato il lavoro di insieme.
Il pensiero condiviso, lo sguardo che osserva prima di parlare, le parole che arrivano in sintonia.
E un fotografo quasi invisibile, che si abbassa, si allontana, attende.
Presente senza mai disturbare.
Ha colto l’essenza che ho sempre cercato.
Quella che desidero ritrovare anche tra molti anni.
Come in un’orchestra, la passeggiata ha trovato il suo ritmo dall’inizio alla fine.
Con la nostra supervisione, forse.
Ma più probabilmente con la loro: i cani.
Coloro che vedono prima. E più lontano di noi.
Per questo il nome è perfetto:
Sentieri in posa, i sentieri non sono mai in posa non sono statici, ma ad ogni passo regalano uno squarcio di mondo che un metro prima non vedevi, quindi pur non stando in posa, in ogni istante si presta alla foto perfetta.
Quando lavoro, mi pongo spesso una domanda.
Se fossi dall’altra parte, cosa desidererei da questa professionista?
Mi sarebbe piaciuto l’incontro?
Ecco.
Sentieri in posa è qualcosa che io, dall’altra parte, sceglierei, per più di una ragione.

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Qui potrai leggere tutto l’articolo riguardo il progetto, le nostre passeggiate in natura. Se sei curioso di sapere di cosa si tratta clicca qui sotto!


I volti di Sentieri in posa

Ilaria

Consulente in relazione felina, educatore cinofilo cognitivo relazionale zooantropologico, tecnico cinofilo, istruttore in riabilitazione comportamentale, docente, formatore, architetto. Ha partecipato a progetti di zooantropologia didattica nelle scuole, e a conferenze per le istituzioni riguardanti la progettazione di canili di ultima generazione. Negli ultimi 15 anni si è dedicata al benessere animale.

Azzurra

Educatrice cinofila cognitivo relazionale zooantropologico, istruttore in riabilitazione comportamentale e sportiva, farmacista. Dopo anni di esperienza personale con i propri cani, ha scelto di formarsi professionalmente per aiutare altri binomi a costruire relazioni basate su fiducia, ascolto e consapevolezza. Accompagna persone e cani nel comprendere emozioni, bisogni e unicità di ciascuno.

Raffaele

Fotografo e Ingegnere civile. Dal 2021 si dedica alla fotografia cinofila, specializzandosi in ritratti naturali e dinamici. Ha seguito il corso con Claudio Piccoli (2023) e il Master Dogs in Action (2024). Cattura l’essenza della relazione tra cane e persona attraverso immagini autentiche e piene di vita.