Quando decidi di far fotografare il tuo cane, pensi alla qualità delle immagini finali. Ma c’è qualcosa di ancora più importante che succede prima: la relazione che si crea tra il fotografo, te e il tuo cane.
Proprio come conoscere una persona nuova, la fotografia cinofila funziona meglio quando c’è spazio per creare fiducia. Nel mio lavoro ho scoperto che gli strumenti che utilizzo non servono solo a fare belle foto, ma a creare un’esperienza migliore per il tuo cane e per te. E un ruolo fondamentale lo gioca la giusta distanza.
Come la distanza cambia tutto
Immagina di trovarti con un cane che è un po’ timoroso o semplicemente ancora diffidente. Se il fotografo fosse attaccato al tuo fianco, potresti aggiungere ulteriore pressione. Con un obiettivo telescopico, invece, posso rimanere a distanza, lasciar respirare il vostro cane e catturare i momenti autentici – quelli dove la coda si rilassa e lo sguardo diventa sincero.
Non è solo tecnica fotografica. È scegliere di non essere invadente. Un buon fotografo sa quando allontanarsi per permettere al tuo cane di essere veramente se stesso. E proprio per questo, un teleobiettivo diventa essenziale: mi permette di restare lontano fisicamente, ma vicinissimo emotivamente al momento che voglio catturare.
Questa sensibilità fa la differenza tra una foto “bella” e una foto che racconta la vera storia del tuo cane. È il rispetto per la natura del soggetto, sia che cerchi uno shooting fotografico cinofilo professionale sia che tu voglia semplicemente ricordi autentici.
La qualità che vedi nelle foto
Uno sfondo sfocato – quello che in gergo si chiama bokeh – non è solo estetica. Quando lo sfondo non compete con il protagonista, l’attenzione cade naturalmente sul tuo cane e sulla sua personalità. Niente distrazioni. Solo lui, la sua essenza, il momento.
Questa qualità visiva cambierà completamente come riguarderai quelle foto nel tempo. Tra cinque anni, dieci anni, vedrai solo il tuo cane, la sua bellezza, il vostro amore. Ed è esattamente quello che meriti.

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La mia filosofia: diverse prospettive, una sola storia
Nel corso del tempo, lavorando con centinaia di cani a Roma e nei dintorni, ho riflettuto su come lavoro. Mi sono accorto che il mio approccio è lo stesso verso le persone: parto da una distanza rispettosa e poi mi immergo gradualmente nella vostra storia.
Il 70-200 è il mio compagno fidato per buona parte del tempo. Ma non è l’unica parte della mia storia. Mi capita spesso di toccare il 35 millimetri o il 17-50, gli obiettivi più grandangolari del mio kit. E sai cosa? Raccontano storie completamente diverse, non migliori o peggio. Semplicemente diverse.
Un grandangolare non strizza l’occhio alla distanza rispettosa. Invece, ti mette dentro la scena. Mostra il contesto, l’ambiente dove il tuo cane vive e gioca. Cattura quella sensazione di immersione totale, come se chi guarda la foto potesse davvero sentire l’aria intorno a voi. A volte è il tuo cane che salta in un parco enorme, e lo spazio diventa parte della storia. A volte è l’intimità della vostra casa.
Adoro sperimentare. Non perché sto cercando di compensare qualcosa, ma perché ogni sessione ha il suo linguaggio visivo. Ci sono giorni dove il 70-200 capisce perfettamente quello che stiamo cercando. E poi ci sono giorni dove mi viene voglia di cambiare prospettiva, di stare un po’ più vicino, di mostrare il vostro cane in relazione al suo ambiente.
Le due prospettive non sono migliori o peggiori. Sono semplicemente diverse. E la scelta di quale usare dipende da voi, da quello che volete raccontare.
La verità è che il fotografo consapevole non ha una risposta. Ha tante risposte. E sceglie quella giusta per voi.
Conclusione
Alla fine della giornata, non importa quale obiettivo usa il fotografo. Quello che importa è il risultato: foto che ti fanno sorridere, che catturano chi è davvero il tuo cane, che raccontano la vostra relazione nel modo più autentico possibile.
Dietro ogni buona foto c’è una scelta consapevole dello strumento. C’è il rispetto per il soggetto. C’è la volontà di creare un’esperienza piacevole, non stressante.
Se vuoi scoprire come funziona il mio modo di lavorare e come saprò scegliere la giusta attrezzatura per trasformare uno shooting in un ricordo indimenticabile, contattami (clicca qui) pure per realizzare con me una chiamata gratuita e senza impegno.
















