La sensibilità non sempre è solo una dote, spesso è una croce.

In questi tempi un po’ strani per la cinofilia, in cui le diverse scuole di formazione si contendono il primato per strumenti, metodi e numero di followers, mi sto chiedendo spesso se il bene del cane sia ancora al centro dei pensieri dei professionisti del settore. E spesso mi chiedo anche se chi ha un cane in casa abbia a cuore il bene del proprio cane, o se sia consapevole di cosa faccia star bene il proprio cane.

La risposta che spesso mi salta in mente è un duro e secco "NO".

Oltre ad essere compagna umana di due cagnoline delicatissime, sono un educatore e istruttore cinofilo, ma anche farmacista. Lavoro divisa tra l’una e l’altra professione con un denominatore comune: osservare come viene inteso, sentito e curato un cane. Spesso quello che sento mi fa venire voglia di mollare tutto e sparire sul cucuzzolo di una montagna, poi penso che in quel modo non potrei aiutare nessun cane, così mando giù il rospo e sorridendo dispenso consigli al banco o supporto cani e le loro famiglie nei percorsi privati. Ultimamente tutto questo mi pesava tantissimo, dentro ad una armatura ben corazzata ho in realtà una sensibilità elevata che mi porta a star male se non posso aiutare chi mi chiede aiuto.

Proprio quando meno te lo aspetti

Poi però un giorno ti arriva un messaggio di un contatto sconosciuto che ti chiede supporto per una futura adozione. Il tuo numero lo ha trovato sulla mappa degli educatori/istruttori della scuola e così ha pensato che un consiglio da chi ha una determinata formazione e certi valori, possa aiutare a decidere se è il caso o meno di adottare un cane. Prendiamo un appuntamento telefonico.

La disillusione ti frena

Tu sei determinata… decanterai tutti i problemi e le difficoltà dell’avere un cane, peggio se un cucciolo, sconsiglierai di adottare un cane a chiunque mostri anche un solo dubbio o una inflessione nella voce. Se chi sarà dall’altra parte del telefono, chiunque sia, non sarà pronto, non lo aiuterai. Con tutto quello che vedi e senti l’unica cosa che ti viene in mente pensando all’ingresso di un cane in famiglia è quando studiavi Dante e quanto scritto sulla porta dell’Inferno: “per me si va nella città dolente, per me si va nell’eterno dolore, per me si va tra la perduta gente”. In definitiva una catastrofe apocalittica da cui fuggire a zampe levate. Ultimamente son molto melodrammaticata… sarà l’età!

Il "contropiede"

Arrivano il giorno e l’ora dell’appuntamento telefonico, squilla il telefono, tu sei pronta, prontissima, praticamente un muro di cemento armato, ma… dall’altra parte una voce dolcissima, candida, piena di gioia, è lì che fa tremare le fondamenta di quel muro di cemento armato. Una giovane donna portavoce del desiderio suo e del suo compagno, mi fa domande, si chiede se sia possibile avere un lavoro da professionista e adottare un cane, mi spiazza.
Analizziamo bene i pro e i contro, ma lei viene da una famiglia in cui vivono due cagnoloni ormai anzianotti ma parte importante del nucleo. Sconsiglio un cucciolo perché i primi periodi in casa potrebbero necessitare di tante attenzioni, pazienza e presenza e con i loro lavori forse non sarebbe ottimale, mi dice che comunque si prenderebbe dei giorni di ferie ma che effettivamente preferirebbe una femmina adulta e di taglia medio grande da cercare in canile, si preoccuperebbe di garantire le passeggiate in loro assenza con l’aiuto di un dog sitter, già immagina le vacanze nella loro casa al mare. Propongo di riflettere bene sui costi e su cose realmente molto pratiche e poco poetiche per non finire disillusi e sormontati da impegni e costi che li stressano e stressano il cane, fino a decidere di riportarlo in canile.

“Piuttosto prendo un prestito, ma un affetto non si dà via.”

E niente, la sua dolcezza mi annienta, il suo trovare una soluzione ad ogni mio eventuale dubbio o perplessità mi spiazza. Esiste ancora qualcuno con dei valori, esiste ancora qualcuno che non molla, esiste ancora qualcuno che sa che un affetto, in qualsiasi forma esso sia, è un dono da preservare. Esiste ancora qualcuno che si chiede se possa essere adatto alla vita con un cane. Esiste ancora qualcuno che ha voglia di capire chi è il cane che ha davanti. Esiste ancora speranza. Non è tutto perduto.

La meraviglia

Allora cedi, sorridi, sei felice. Lei non lo sa ma ti ha donato un po’ di gioia, un po’ di speranza proprio in un momento in cui forse non ne avevi più. Non puoi non essere dalla sua parte e le dici che quando sarà pronta sarai con lei, quando saranno pronti sarai con loro, metterete su carta una serie di idee per una adozione consapevole e che grazie ad amiche/colleghe li guiderai nei canili per cercare il cane più adatto a loro. Che poi spesso i cani ci scelgono, anche se noi non ce ne accorgiamo.
Grazie voce dolcissima. Grazie per avermi ricordato perché ho scelto di stare dalla parte del cane aiutando le famiglie. Grazie per avermi dato un motivo in più per fare questo mestiere. Grazie perché in una telefonata hai risollevato un cuore impolverato, ridato forza ad una professionista stanca, risollevato una donna disillusa.

Grazie

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