Sento ancora molte persone, là fuori, convinte che per ogni problema con il cane con cui vivono, esista una soluzione SEMPLICE. Una ricetta pronta, una pillola magica capace di sciogliere ogni nodo del comportamento di un cane. E purtroppo, questa illusione della “soluzione self service” è spesso avallata da professionisti cinofili che continuano a fornire risposte standard, consigli preconfezionati, come se si potesse “vendere” un equilibrio comportamentale chiavi in mano — spesso senza neppure vedere il cane. E con “vedere” non intendo valutare approfonditamente, ma solo vedere di persona, anche di sfuggita, 5 secondi il cane in questione. Ma la realtà — come spesso accade nei cuori più complessi — non si lascia addomesticare così facilmente.

Quando il problema non è del cane

Fermiamoci un istante. Siamo davvero sicuri che ciò che considerate un problema sia davvero un problema comportamentale del cane? Spesso veniamo chiamati per affrontare criticità “finte”, che in un contesto naturale — quello in cui dovremmo poter vivere insieme, umani e cani — sarebbero comportamenti preziosi per la sopravvivenza del gruppo: l’abbaio di guardia, la predazione, l’allerta, la fuga per paura. Un conto è quando questi comportamenti vanno alla deriva, diventano eccessivi, disfunzionali, disregolati. Ma quando sono, come spesso accade, l’espressione di un sé che chiede di essere visto, di un’emozione costantemente inascoltata? Non sarà, forse, che siamo noi — con i nostri no continui — a creare il vero problema? E quando il problema è inesistente, ma solo ingigantito da noi, siamo pronti a metterci sotto la lente dell’autocritica? A ricordarci che un cane è un cane, e che — per fortuna — non sarà mai un umano? E che per comprenderlo davvero, dobbiamo pensare più da cane e meno da bipede: capire la sua percezione dello spazio, del tempo, della vita e dei pericoli.

Specchi di emozioni

Là dove una criticità esiste, essa può assumere mille forme diverse. E la sua espressione non sarà mai la stessa, poiché dipende dalla causa, dalla motivazione, e da quell’intima emozione che la muove. Due cani possono mostrare lo stesso comportamento, spinti dalla stessa apparente ragione, eppure provare emozioni opposte, tanto da rendere impossibile una sola risposta. Un comportamento è la somma di tanti elementi: la causa scatenante, la motivazione che lo spinge, le caratteristiche individuali, la situazione del momento, le esperienze passate — e soprattutto le emozioni. Quindi un comportamento per quanto simile a un altro non è mai UGUALE a un altro.

Conosciamo davvero il nostro cane?

Ne comprendiamo i pensieri, le caratteristiche? Siamo in grado di comprendere le emozioni più profonde del cane? Viviamo in un mondo che ci insegna ad avere paura delle nostre stesse emozioni; come possiamo, allora, comprendere quelle degli altri? Riusciamo a immedesimarci in loro e in quello che provano intimamente? Eppure, se solo sapessimo quanto loro sanno farci da specchio, quanto ci aiutano a guarire noi stessi attraverso la loro presenza, la loro autenticità…

Il piccone dell'ascolto

Se fossimo capaci di farlo, capiremmo che in quel momento, accade la magia: la criticità si scioglie davvero. Come pietra sotto il piccone dell’ascolto, della comprensione, dell’osservazione. Si pongono le basi per la vera relazione uomo-cane.

La sola vera risposta

E allora, miei cari, comprendete bene: non esiste una sola soluzione a ciò che chiamate “problema”. Non esiste un educatore cinofilo che possa darvi una risposta standard. Cercare una risposta pronta all’uso è come mettere un cerotto su una ferita che ha bisogno di essere sentita, non coperta. E tante volte non esiste nessun problema comportamentale del cane che abbia bisogno di educazione, manca solo il corretto punto di vista. Esiste solo la profondità di una relazione empatica con il cane, e la pazienza di chi sceglie di vedere davvero tutte le sfumature che ogni individuo può mostrarci.

 

Sempre dalla loro parte.

Ilaria Basso

Questo articolo lo ha scritto per Squilibratia4zampe® Ilaria Basso, consulente in relazione felina, educatore cinofilo, tecnico cinofilo, docente, formatore, architetto. Ha partecipato a conferenze per istituzioni per progettazioni di canili di ultima generazione, e a progetti di zooantropologia didattica nelle scuole. Negli ultimi 15 anni si è dedicata al benessere animale.